Uscire dall’insicurezza
Sta mattina ho riconosciuto che il mio problema è l’insicurezza. Uscire dall’insicurezza.
Definizione della parola da Treccani:
Mancanza di sicurezza; usato specialmente in espressioni come senso d’insicurezza, stato, clima, situazione d’insicurezza e simili, per indicare lo stato di perplessità, d’incertezza del presente e del futuro determinato da particolari condizioni politiche o sociali, o una condizione psichica di sfiducia, di esitazione, di smarrimento: era in atto un fenomeno di generale regressione, forse indotto dalla paura, o forse dal clima d’insicurezza che andava corrodendo la stessa fiducia di ciascuno in se stesso (Ermanno Rea).
Ho paura di essere sentita da qualcuno. Di conseguenza non mi permetto di parlare a voce alta, ne di cantare.
Di queste cose mi rendo conto mentre cerco di registrare la mia esecuzione di un passaggio di uno spartito al pianoforte digitale insieme alla mia voce che conta… Il brano è LOVE ME di YIRUMA.
[Vivo sola in un monolocale dal 2017, precisamente da quando sono fuggita dalla convivenza con il compagno di quegli anni che attraverso una manipolazione orrenda tentava di farmi andare via dall’appartamento.
Di quel momento sicuramente ne dovrò scrivere, magari in un articolo apposta.]
Torniamo all’argomento di questo articolo….
Uscire dall’insicurezza: L’insicurezza nasce nell’infanzia
Dicevo, questo problema, come del resto tutti i miei altri problemi vengono dall’infanzia, per dire che da bambina mio padre mi aveva regalato un organo ed ho avuto lezioni per 1 anno ca.
A casa, mentre studiavo davanti l’organo temevo di disurbare. Lo strumento era posizionato nella sala che fungeva anche da sala TV. Di conseguenza era una stanza molto frequentata dai miei familiari. Soprattutto da mio padre che vedeva il telegiornale in quella stanza.
Ho avuto l’impressione che nessuno fosse interessato ad ascoltarmi mentre studiavo gli esercizi davanti l’organo. Mio padre sicuramente, forse anche mia madre, mi chiedevano di suonare in un altro momento quando volevano vedere la Televisione. Poi ad un certo punto abbiamo comprato delle cuffie.
Forse provavo anche vergogna ad essere sentita. Mio padre è un musicista che ha suonato e cantato in una band per 10-15 anni (ca. dai 19 anni in poi).
Purtroppo mio padre non si è molto dedicato a me. È un eufemismo per non dire che ero poco considerata. Io amiravo invece mio padre, ricordo dei bellissimi momenti quando studiava a casa un brano con la chitarra. A me piaceva ascoltarlo.









