Riconoscere la Dipendenza Affettiva è fondamentale per chicchessia. In prima linea, ogni genitore dovrebbe interrogarsi sulla propria disponibilità affettiva nei confronti dei figli, la quale è assolutamente indispensabile per permettere a loro di crescere in modo sano. Il mestiere del genitore è molto difficile, ma per quelli che hanno intenzione di amarsi in modo sano e responsabile per amare il bambino nella stessa maniera, è fondamentale sapere come fare. E abbiamo tutti dentro un bambino che ha avuto bisogno di amore e attenzioni. Per ognuno, come detto, è importante stare bene, stare bene veramente. Credo che per poter realizzare ciò, bisogna imparare a conoscersi e ad amarsi senza voler dipendere da nessuno, pensando che quello, che non sappiamo fare per noi è responsabilità degli altri. La responsabilità del nostro benessere sta in noi stessi. Buona crescita a tutti!

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Uscire dall’insicurezza

Uscire dall’insicurezza

Uscire dall'insicurezza

Sta mattina ho riconosciuto che il mio problema è l’insicurezza. Uscire dall’insicurezza.

Definizione della parola da Treccani:

Mancanza di sicurezza; usato specialmente in espressioni come senso d’insicurezza, stato, clima, situazione d’insicurezza e simili, per indicare lo stato di perplessità, d’incertezza del presente e del futuro determinato da particolari condizioni politiche o sociali, o una condizione psichica di sfiducia, di esitazione, di smarrimento: era in atto un fenomeno di generale regressione, forse indotto dalla paura, o forse dal clima d’insicurezza che andava corrodendo la stessa fiducia di ciascuno in se stesso (Ermanno Rea).

https://www.treccani.it/vocabolario/insicurezza/

Ho paura di essere sentita da qualcuno. Di conseguenza non mi permetto di parlare a voce alta, ne di cantare.

Di queste cose mi rendo conto mentre cerco di registrare la mia esecuzione di un passaggio di uno spartito al pianoforte digitale insieme alla mia voce che conta… Il brano è LOVE ME di YIRUMA.

[Vivo sola in un monolocale dal 2017, precisamente da quando sono fuggita dalla convivenza con il compagno di quegli anni che attraverso una manipolazione orrenda tentava di farmi andare via dall’appartamento.

Di quel momento sicuramente ne dovrò scrivere, magari in un articolo apposta.]

Torniamo all’argomento di questo articolo….

Uscire dall’insicurezza: L’insicurezza nasce nell’infanzia

Dicevo, questo problema, come del resto tutti i miei altri problemi vengono dall’infanzia, per dire che da bambina mio padre mi aveva regalato un organo ed ho avuto lezioni per 1 anno ca.

A casa, mentre studiavo davanti l’organo temevo di disurbare. Lo strumento era posizionato nella sala che fungeva anche da sala TV. Di conseguenza era una stanza molto frequentata dai miei familiari. Soprattutto da mio padre che vedeva il telegiornale in quella stanza.

Ho avuto l’impressione che nessuno fosse interessato ad ascoltarmi mentre studiavo gli esercizi davanti l’organo. Mio padre sicuramente, forse anche mia madre, mi chiedevano di suonare in un altro momento quando volevano vedere la Televisione. Poi ad un certo punto abbiamo comprato delle cuffie.

Forse provavo anche vergogna ad essere sentita. Mio padre è un musicista che ha suonato e cantato in una band per 10-15 anni (ca. dai 19 anni in poi).

Purtroppo mio padre non si è molto dedicato a me. È un eufemismo per non dire che ero poco considerata. Io amiravo invece mio padre, ricordo dei bellissimi momenti quando studiava a casa un brano con la chitarra. A me piaceva ascoltarlo.

 

Alcuni pensieri di stamattina

Alcuni pensieri di stamattina… 

Chiamare “strano” un narcisista per esempio, lo porterà ad offendersi.

Io ho avuto a che fare con vari narcisisti nella mia vita. Tutti abbiamo a che fare con loro visto che sono ovunque, ma forse alcuni non hanno problemi con loro.

Alcuni pensieri di stamattina

Quando siamo innamorate (infattuate), è proprio questo la loro arma. Quando notano che stravedi per loro, iniziano ad approfittarsene. E tu da povera innamorata sei impotente al loro fascino.

Poi, quando capisci che ti devi salvare “le chiappe”, da innamorata ti devi allontanare, cioè interrompere qualsiasi contatto.

Il meccanismo tra l’innamorata ed il narcisista è un gioco perverso che nessuno dei due mai potrà controllare ne interrompere. L’unica cosa che interrompe il meccanismo perverso è il cambiamento profondo dell’innamorata, l’interruzione del contatto. Solo quello la salverà dalle grinfie perverse del narcisista.

È questione di emozioni tra loro e le emozioni non possono essere controllate, esistono è basta. Sono due persone molte empatiche con una differenza, l’innamorata ha una forte empatia emotiva, il narcisista ha solo una forte empatia cognitiva, cioè indovina le emozioni dell’innamorata perché sa come può evocarle, sa come si provocano le emozioni negli altri. Lo ha imparato fin da piccolo come tenere sotto controllo in tale maniera gli altri.

Alcuni pensieri di stamattina…

Il narcisista non ha compassione, e si dice che non possa sentire, che non abbia emozioni.

Ovviamente mi stavo riferendo ad un narcisista di alto grado.

Abbiamo tutti comportamenti narcisistici, ma quello che varia è il grado e la frequenza di tali comportamenti.

Io ad un certo punto ho iniziato a comportarmi come lui per fargli capire che le cose sono cambiate, che io sono cambiata, nel senso che una volta ho detto a lui: “sei strano”, ricordandomi che anche lui una volta me lo aveva detto, e notavo come si offendeva, poi comunque ho smesso di cercarlo o di insistere quando non rispondeva, e ho smesso di rispondere a lui o di rispondere con una sola parola per poi cadere nel silenzio.

Credevo non mi cercasse più, invece no. A metà gennaio mi è ancora arrivata un suo WhatsApp:

“come va bellezza”, dopo 3 mesi di silenzio che aveva ripreso dopo la mia domanda fine ottobre:

“e tu come stai?” alla quale non aveva risposto appunto per tre mesi. Probabilmente pensava che la faccina inviatomi prima del mio “e tu come stai?”, avesse spiegato come stesse. Era ovvio che non voleva chattare con me.

Alcuni pensieri di stamattina…

Credo che non gli fosse piaciuto il mio comportamento nell’ultimo incontro in ottobre, cioè che non l’ho fatto entrare, sessualmente parlando, ma non avevo un preservativo. Infatti se n’era andato quella sera con le parole:

“Avresti potuto farmi entrare, scherzo”

Aveva espresso il suo disappunto in maniera “delicata”, cioè anche con sarcasmo, ma con voce bassa. Non ha mai alzato la voce, nemmeno quando mi aveva mandato quel vocale, nel quale mi aveva detto quanto l’avessi fatto arrabbiare…etc etc

E mi chiedo, ma i psicopatici urlano mai, per esempio se si inca**ano?

Lui non portava mai preservativi, tranne una volta tempo fa, ma non era per idea sua. Lo diceva che non li usava, tranne in casi limite se incontrava una per strada, e che non sapesse nemmeno indossarli.

Io ho dato per scontato che andasse a letto anche con altre e non ho più voluto rischiare di prendermi l’HIV. Non si sa mai.

Alcuni pensieri di stamattina…

Fondamentalmente tra me e lui c’erano grossi problemi di comunicazione, nel senso che io avevo paura delle sue reazioni alle mie domande.

Ora basta ho detto abbastanza.

Ah, beh, io al suo what’s app di gennaio ho risposto dopo 1 giorno con “Bene”. Lui credeva di continuare la conversazione dopo 15 min con “cosa combini”, ma non gli ho più risposto.

Già le parole “cosa combini” mi danno fastidio, poi sinceramente sono risentita a causa dei 3 mesi di silenzio. Non sono mica un oggetto che si mette su uno scaffale per riprenderlo solo mesi dopo.

Ora basta davvero.

https://youtu.be/2tYc6sST_bs

 

Pensieri di anno nuovo 2021

 

Pensieri di anno nuovo 2021

Pensieri di anno nuovo 2021… Non sono partita male, emotivamente parlando. Quando osservavo i fuochi tra le 0:00 e le 0:17 sul mio balcone in solitudine del primo giorno dell’anno 2021, si è manifestato forte un pensiero. Finalmente è finito questo ANNO 2020 tragico!!! Non lo dimenticherò. Nessuno di noi lo dimentichera, quest’ultimo anno di difficoltà. Sappiamo tutti di cosa sto parlando. Nessuno mai si sarebbe aspettato uno sviluppo del genere, tranne qualche anima preparata da tempo a sviluppi simili…

Il 2020 è stato così carico di eventi traumatici per tutti. È finita 😛 Molti se ne sono andati con esso. Chi è rimasto è diventato più forte.

Riflessioni sulla mia dipendenza affettiva in questo nuovo 2021 

Mi capita ancora di pensare al mio tormentatore… Non l’ho sento da fine ottobre 2020, dopo la ricaduta in estate…

L’ultima domanda in chat è stata la mia, ma il mio “è tu come stai” dopo il suo “😔😔” non è stato risposto ulteriormente.

Doveva andare così. Non è importante che io conosca questa. Ho saputo abbastanza, dopo che avevo espresso il mio desiderio di conoscerlo meglio a giugno 2017. Veramente ho scoperto una persona…difficile trovare le parole giuste, diciamo sofferente. Provo compassione, come la proverei per qualsiasi essere che stia soffrendo, e poi ciò che è stato capace…l’ egoismo sfacciato e le sue pretese maldestre che hanno ucciso il mio amore tenerissimo.

Qui non parliamo della favola della ‘Bella e la Bestia’, ma parliamo di cose che capitano purtroppo.

Ho scoperto che queste ‘favole’ capitano ovunque ed a molti. Fermarsi nel vittimismo è una fase che prima o poi finisce. Finisce quando capisci che il mondo non gira intorno a te.

Anche io ho preteso che ricevessi ciò che desideravo. Ma poi inesorabilmente la “favola” giungeva lentamente alla sua fine, e visto che le favole esistono solo nell’immaginario, sono io che mi devo inventare il lieto fine.

I miei pensieri di questo anno nuovo 2021 mi ricordano che ho dovuto combattere

Dio, che parto difficile. Io spero di essere arrivata a questa fine lieta. Ho combattuto tanto per far sii che arrivasse. Sono arrivata a comportamenti che non mi sarei mai immaginata. Quindi ho tentato di fare il meglio di una situazione che mi aveva messo in ginocchio VERAMENTE.

Sono contenta perché non mi sono arrivati i suoi auguri di buon anno. Spero che mi abbia finalmente messa da parte. È il fatto di essere messa da parte è anche merito mio, sì, perché ho dovuto faticosamente cambiare comportamento, tenendo in mente il mio benessere.

Ad oggi è bloccato solo su Facebook, che poi se volesse spiarmi sarebbe facile da ovviare. Basta cercare qualcuno con un altro profilo… E non dico altro.

Non l’ho più bloccato su WhatsApp. Infondo spero che non prenda più in considerazione di ricontattarmi…

https://youtu.be/yQQH70MB9Nw

https://youtu.be/yQQH70MB9Nw

Limitare la nostra dipendenza affettiva

Come limitare la nostra dipendenza affettiva.

Solitamente quando hai una dipendenza il primo passo è identificare qual’è la sostanza dalla quale hai sviluppato una dipendenza.

Nel caso dell’amore come sostanza dipendi dall’amore altrui, e con questo molti altri fattori sono implicati.

Ti faccio l’esempio dell’autostima.

Dipendi dall’altro per stimare te stesso/a.

Se questo succede è perché non hai mai sviluppato un autostima incrollabile. Ok, tutti possono avere un crollo dell’autostima, ma chi lo ha sviluppato fin dalla più tenera età, stimolato dall’amore vero e profondo di sua madre o figura di primo attaccamento, non avrà mai un crollo significativo della propria autostima.

Quindi dipendi da tutto ciò che è legato al sentimento dell’amore. Ed è legato un sistema di convinzioni e credenze incredibili.

Se hai ricevuto amore dalla madre o figura di primo attaccamento lo hai sentito, ti sei sentito amato e con ciò formerai il tuo sistema di convinzioni e credenze.

È la tua base nella quale sei cresciuto/a. Da qui inizia il lavoro di costruzione e rafforzamento di quel sistema.

Quindi a seconda delle esperienze seguenti, giornalieri, mensili, annuali, decennali, si sviluppa la tua personalità.

Tornando alla domanda, in quale modo possiamo “limitare” la nostra dipendenza affettiva, ti dico che si può fare molto per “limitarla”.

Alla guarigione completa io non credo. Ma puoi iniziare a interrogarti riguardo a quel sistema del quale parlavo. Il sistema delle convenzioni e delle credenze.

Con un lavoro minuzioso ci si può approcciare ad inoltrarsi in questo viaggio alla scoperta.

Devi scoprire i tuoi valori, in cosa credi, di cosa sei fermamente convinto.

La cosa fondamentale in questo lavoro è ONESTÀ CON SE STESSI.

Senza quella non puoi andare da nessuna parte.

Una volta scoperto tutto ciò, e ti consiglio fortemente di prendere l’abitudine a scrivere, scrivi elenchi lunghissimi che descrivono il tuo sistema, puoi iniziare a passare al lavoro della

CONVERSIONE DELLE FRASI.

Esempio, se hai scritto:
Sono una persona stupida.
Conversione
➡️ Sono una persona intelligente.

L’autostima si costruisce così.

Sei tu il giudice di te stesso, quindi inizia a giudicarti con tanto amore e affetto per te stesso.

Alza così la tua autostima e manda al tappeto tutti i narcisisti.

Non hai bisogno di loro, ne della loro attenzione o della loro approvazione.

Così inizi a dipendere da un tuo sistema di convinzioni e credenze Convertito.

Ecco come puoi “limitare” la tua dipendenza affettiva.

Tutto questo ho imparato in molti anni di studio delle mie problematiche.

Ti posto anche un video importantissimo:

Dipendenza affettiva e come uscirne
https://youtu.be/jqtqDCTfltY

Poi voglio parlarti di un libro per me importantissimo:

Limitare la nostra dipendenza affettiva

Anche lei, Susan Forward, parla del sistema di convinzioni e credenze e dell’importanza di modificare le voci limitanti nella tua vita, proprio nel libro qui sopra.

Buona fortuna e BUON LAVORO!

Non smettere mai di cercare di metterti al primo posto.

Sono triste abbastanza oggi

Mi sento tanto triste. Ho verificato, lui non mi contatta da 3 settimane. L’ultima volta ha fatto uno squillo su WhatsApp verso le 5:30 di mattina. Io non ho avuto nessuna reazione a questa.

Ormai da tempo di notte tengo il telefono in modalità silenzioso, così niente e nessuno mi può disturbare.

Io invece è più o meno un mese che non l’ho più contattato. Penso che non ho più niente da dirgli. Lui non ha niente da dire, tanto non ha mai avuto niente da dire.

Soffro ancora per non esprimere più i miei sentimenti per lui. Vorrei tanto non starci più male, ma oggi proprio non ce la faccio.

Non riesco a voltare pagina e tornare a sorridere. Spero che con il tempo ci riuscirò.

Anche se lo perdono, questo non cambia il fatto che lui non mi ama. Imagino che nelle sue condizioni non è capace di amare nessuno.

Sto male per questo….sono triste abbastanza oggi…. perché lui non è capace di amarmi. Non potrà mai farmi stare bene in un rapporto equilibrato.

Lo desidero, sarà una dipendenza.

Oggi sento la mancanza di quelle emozioni che ho vissuto con lui. Ma scelgo di vivere le giornate senza un contatto.

Lo so, dovrei bloccarlo su Messenger e WhatsApp, i canali che usava per contattarmi. Mi contattava anche con SMS e chiamate normali. Dovrei farli vedere che non voglio più essere disturbata. Invece non mi è ancora indifferente.

Non lo vedo da 11 mesi. Ho visto la auto che usa parcheggiata per caso l’estate passata.

I ricordi sono ancora troppo vivi dentro di me.

Intanto ho fatto un aggiornamento, ora torno alle mie cose. Dovrei stirare un po’ di magliette, vediamo se riesco entro stasera.

Da qualche settimana sto leggendo un libro di Susan Forward, “Emotional Blackmail: When the People in Your Life Use Fear, Obligation and Guilt to Manipulate You.”

https://archive.org/details/EmotionalBlackmail

Sono triste

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

 

Un libro di Sandra L. Brown

Donne che amano psicopatici  è un libro molto consigliato, 310 pagine, scritte da Sandra L. Brown per aiutare le vittime dei psicopatici a comprendere il loro status di rischio particolare e senza precedenti del loro passato, presente e futuro. 

She says:

“I wrote this book to help the psychopath’s victims understand their unique and unprecedented at-risk status—past, present, and future. I hope the book will teach them how to safeguard themselves from other predators and prevent the devastation psychopathy causes. Over 20 years of providing counseling, I have sadly seen hundreds (if not thousands) of lives devastated by varying levels of mixed pathology and psychopathy. This growing global pathology stands as one of the primary public mental health issues facing our world today simply because of the number of victims it will inevitably affect—because that’s what psychopathy ‘does’ “.

Recensione

The material in this book is intended to help women to identify dangerous and potentially dangerous relationships with disordered men. It does just that! As I read this book I saw faces and cases that I investigated during my 30 year law enforcement career. The information in this book is educational and empowering! – –Steve Kardian 30 year law enforcement veteran Women’s safety expert National media consultant, law enforcement and safety

 

Parlare di questo libro, Donne che amano psicopatici, mi emoziona tanto che mi escono le lacrime. Sandra L. Brown lo ha scritto con una comprensione e un amore in una assoluta assenza di giudizio nei confronti delle donne vittime dei psicopatici.

Siccome faccio parte di questo gruppo di donne mi sento particolarmente toccato a parlarne.

Le donne vittime dei psicopatici fanno parte dei dipendenti affettivi, cioè i psicopatici la provocano in questo tipo di donne che viene descritto molto bene in questo libro.

Il psicopatico le sceglie accuratamente proprio perché hanno delle particolarità, che fanno si, che si adattano perfettamente a lui e alle sue richieste.

Nei risultati dei sondaggi effettuati, per esempio, risultavano come tratti caratteriali delle donne cadute vittime di psicopatici:

1. Cooperatività

2. Autodirezionalità

3. Autotrascendenza/Spiritualità

 

Insomma, voglio dire, parlando a queste donne, che c’è un motivo se ci siamo trovati in queste situazioni.

Allora, ognuna con i propri mezzi può iniziare a comprendere la causalità delle proprie esperienze.

Oggi, come dipendente affettiva, cerco di fare quello che posso. Allontanarmi dalle persone e situazioni che riconosco non mi fanno bene.

Leggo molto, imparo a proteggermi, a bastarmi, ad amarmi come meglio posso e a chiudere i contatti con chi è interessato solo ad approfittare delle mie qualità.

Riconosco di essere una donna speciale, con molte qualità, che però non si stima a sufficienza e ha una paura pazzesca di essere rifiutata.

Ho voluto citare questo libro perché negli ultimi mesi mi ha aiutato a stare lontana da lui, uomo narcisista, che ama bere e tirare Cocaina e sesso, il quale mi ha provocato questo dolore, nel quale mi trovo a cercare di uscire faticosamente.

https://www.amazon.it/dp/0984172807?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

Non mi perdo nei meandri, continuò a guarire. Ora da una settimana ho iniziato con un nuovo libro, che è importante per me:

I narcisisti perversi e le unioni impossibili, di Enrico Maria Secci.

https://www.amazon.it/dp/8891161403?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

 

Prossimamente ne parlerò in un nuovo articolo.

 

 

Sandra L. Brown è una psicoterapeuta e consulente di coppia americana che da anni lavora con le donne vittime di abusi. Ha fondato l’Institute for Relational Harm Reduction & Public Psychopathy Education. Il suo sito

http://www.saferelationships.com

È autrice di diversi libri e numerosi articoli sulla consapevolezza relazionale femminile.

 

Se voglio dimenticare lui…

Se voglio dimenticare lui

Se voglio dimenticare lui ovviamente non posso avere contatti con sua sorella.

Qualche mese fa ho scritto a sua sorella attraverso uno dei social. Le avevo scritto che lui ha dei grossi problemi, che non ha voluto il mio aiuto, che ha solo voluto soldi che non mi ha più restituito e che vorrei che qualcuno lo aiutasse.

Lei non mi conosce comunque. Non aveva mai risposto a questo mio messaggio fino a pochi giorni fa.

È così, mi ha risposto chiedendomi chi sono perché non gli appariva il mio profilo. Dopo 24 ore di riflessione le ho risposto chiedendo scusa e che non importa e che voglio dimenticare tutto e lasciar perdere.

A questo la sua risposta è stata molto carina dicendo di non preoccuparmi e scusandosi perché non ha visto questo messaggio prima. Che è disponibile sempre se questo non reca danno perché è interessata a capire.

Non le ho più risposto. Soprattutto so che, se devo dimenticare lui e quello che è successo, non devo avere contatti con i suoi familiari.

Tutto questo l’ho già vissuto. È una ripetizione. 17 anni fa ho amato un uomo simile che aveva una mamma e sorella molte carine. Ho dovuto interrompere i contatti anche con i suoi familiari e amici perché è così purtroppo.

Ho amato questo uomo tantissimo. È successo ancora dopo 17 anni di innamorarmi di un uomo simile. Stesso colore di occhi, il sorriso penso mi ha ricollegato a quel amore perso molti anni fa. Tutti e due con esperienza di tossicodipendenza e alcolismo.

Quella volta c’è l’avevo fatta perché ero meno sola, avevo ancora il mio lavoro da infermiera in ospedale, ero più giovane e perciò più bella. In più ero stata alla spasmodica ricerca di un futuro compagno perché non volevo perdere tempo per poter farmi una famiglia.

Ovviamente quel compagno per farmi una famiglia l’avevo trovato. Mi ero accontentata di quello che avevo trovato e dell’impegno che avevo messo a scegliere bene.

Ci sono stata 12 anni ma anche lui non era stato un compagno rispettoso nei miei confronti, molto bugiardo e traditore.

Quindi sta volta è diverso ovviamente. Ogni situazione è diversa. E soprattutto nella precedente relazione la mia autostima è stata ulteriormente danneggiata. In più in quei anni ho anche subito mobbing sul lavoro, a livello molto pesante che mi ha distrutto a livello professionale.

Lavoravo come infermiera molto tranquillamente fino al mobbing ma dopo il mobbing la mia autostima era stata distrutta. Così qualche anno più tardi ho smesso decidendo che lavorare come infermiera non era un bene per me perché non sapevo più gestire le esperienze di rifiuto che ogni volta sperimentavo in quel campo. Le ho attirate magicamente queste situazioni di rifiuto.

Essendo una dipendente affettiva sono stata distrutta dalle mie ricerche inevitabili di affetto essendo diventata sempre più depressa, isolata e sola.

Sono ancora depressa, isolata e sola ma vi giuro, meglio sola che mal accompagnata.

Ho avuto la fortuna di avere trovato un lavoro a luglio che mi da delle entrate, non sono sufficienti ma meglio che niente. Anche nel lavoro sono piuttosto sola, ma almeno non ho difficoltà con colleghi, visto che non le ho, o con il datore di lavoro.

Ecco.

Ossessione d’amore: trailer

https://youtu.be/_SLqHl9g1rE

Ossessione d’amore: film intero

https://youtu.be/tr7xRultDNg

 

Ho trovato lavoro

Ho trovato lavoro

    Ho trovato lavoro!

Ok, ragazzi. Non scrivo da giugno. Pazienza. Intanto posso dire che sto lavorando. Ho trovato un lavoro part time a luglio come colf. 25 ore a settimana, ho un contratto a tempo indeterminato. Gli orari sono buoni. Lavoro da lunedì al venerdì, 5 ore dalle 9 di mattina. Il proprietario è garbato e io anche, faccio il mio lavoro al meglio. Tanto l’altro giorno mi ha detto che sono molto brava. E lo so, nel lavoro mi sono sempre impegnata molto.

Credevo di essere in grado di chiudere con lui, mio ultimo ex. Invece dopo più di 4 mesi di no contact ho iniziato a scrivergli. Ero stanca di avere paura di tornare in contatto con lui. Avevo paura di lui a causa del suo consumo di cocaina e alcool e della sua aggressività.

Quindi con la scusa di fare ammenda gli ho scritto. Effettivamente, se dovevo chiudere con lui perché non stavo più bene con lui, che bisogno c’era di fare ammenda 4 mesi dopo il mio silenzio assoluto??

La verità che avevo nascosto a me stessa è che mi mancava il contatto con lui, e fare ammenda era un ottima scusa per scrivergli.

Quindi, gli avevo detto come stavo veramente, tra le altre cose, perché credevo che non era stato carino non rispondere al suo “come stai” in gennaio.

Credo che non ho mai imparato qualcosa di fondamentale nella mia vita, e cioè che non è corretto essere carini con chi non lo è altrettanto. Soprattutto perché la mia carineria è una manipolazione.

Penso che in fondo nascondo a me stessa troppe cose che non mi fanno comodo sapere. Cose che riguardano me stessa e i miei comportamenti di ricerca e manipolazione affettiva.

Ho sempre cercato di ottenere affetto dagli altri essendo carina e gentile, anche se, questi altri mi avevano mostrato una certa indifferenza nei miei confronti.

Parè che, per non annoiarmi, cerco di conquistare quel genere di individui che per indole non hanno nessun interesse a essere persone amorevoli e gentili.

Magari sotto sotto covavo dei rancori per la loro condotta. Cioè, non mi erano piaciuti nei loro modi, e pensavo ingenuamente che, se fossi starà carina con loro avrebbero cambiato i propri comportamenti e sentimenti verso di me.

È la vecchia storia che è iniziata con mia madre, sempre arrabbiata e sgarbata nei miei confronti. Da piccola avevo un tremendo bisogno di ricevere affetto da lei, e la mia ostinazione mi ha aiutato a fare ciò che era in mio potere di bambina piccola, ma è stato tutto invano. Lei era così, senza un briciolo di serenità e amore.

Quel bisogno antico ha continuato ad esistere in me, e sempre esisterà, per il vuoto che ha lasciato mia madre nei miei anni di crescita e formazione.

Mi devo arrendere a questo vuoto, riconoscerlo, ricordarlo e riempirlo di cose sane e belle.

Dopo questa lunga parentesi posso dire che, nonostante i contatti con lui, e per la verità, gli ho scritto l’ultima volta lunedì sera, non sono più riuscita ad incontrarlo.

Si vede che doveva andare così.

Lotto contro me stessa, quella parte che desidera ancora a provare a cambiare lui.

Vi aggiornerò, prometto😣

Dipendenza affettiva

Dipendenza dal sesso e dall’amore

Mi manca lui ancora

Mi manca lui ancora …. Mi manca lui… Credo…. Purtroppo…sembra ovvio. I week end sono i più difficili da affrontare. Non ho amicizie. Direi sono nel buco nero. Soprattutto sono anche stanca ora.

https://dipendenzaaffettiva.altervista.org/come-uscire-da-qualsiasi-dipendenza/

https://slaafws.org/italian

 

 

https://www.comunicazioneseduttiva.com/come-gestire-un-rifiuto/

Lui ti Manca? Stai per Scoprire Come Gestire un Rifiuto

Se lui non ti cerca mai, esce con altre ragazze, sparisce per giorni o è sempre impegnato, allora è il momento di andare via: è chiaro che lui è l’uomo sbagliato per te. Non ha senso farti del male: ti aspetta un futuro eccitante. Quando veniamo rifiutate da un uomo, il nostro ego cade a pezzi perché vorremmo sentirci speciali . Se un uomo non ti vuole, non significa che tu non sia speciale, significa semplicemente che hai trovato l’uomo sbagliato per te.

 

Abbi il coraggio di ammettere a te stessa che stai perdendo tempo in qualcosa che non ti rende felice. Taglia tutte le comunicazioni in modo che i tuoi pensieri comincino a concentrarsi su altre cose. Ti manca così tanto che vorresti piangere: bene! Allora piangi e senti il tuo dolore! Hai bisogno di sfogarti! Puoi ignorare il dolore tanto a lungo quanto vuoi, ma se gli dai spazio e lo ascolti, ti aprirà la porta di un cruciale processo di trasformazione. Se sei sconnessa dalla vita e dal tuo proprio essere, il tuo dolore resterà il tuo più fedele compagno.

 

Per tirarti su d’umore è importante praticare un pò di sport. Vai a correre, mettiti della musica e balla. Evita di dormire tutto il giorno, non cercare di sfogare il tuo dolore in alcool, evita le pastiglie antidepressive perché non ti portano la felicità, ma soltanto stordimento mentale più di quanto tu possa già averne nella tua testa! La felicità è una decisione! Se hai passato molto tempo con lui a casa tua, comincia a fare qualche cambiamento: sposta i mobili, compra tante piante e nuove lenzuola, metti il giro per casa le citazioni positive sotto forma di post in modo da leggerle ovunque, anche sugli specchi!

 

Fai una lista dei tuoi obiettivi. Organizza la tua giornata per portare qualcosa di nuovo nella tua routine. Smetti di concentrarti su di lui e concentrati su di te. Poni te stessa in uno stato d’animo divertente!

Abbandonare un rapporto di dipendenza

 

Abbandonare un rapporto di dipendenza

Estratto dal libro di Susan Forward and Joan Torre, Pagina 298: La paura di abbandonare un rapporto di dipendenza

 

Più è stato perfido e despota il comportamento del misogino, più intensamente è probabile che la donna si senta legata a lui. Più ha rinunciato alla fiducia in se stessa, più difficile sarà per lei la prospettiva di rimanere sola. Potrebbe addirittura arrivare a convincersi di non essere in grado di sopravvivere senza di lui.

Una volta resasi conto che non c’era modo di salvare il matrimonio, Jackie era impietrita dalla paura di lasciarlo. Il suo terrore più grande era quello di finire da sola in un bugigattolo senza finestre e di doversi sfamare soltanto con un tozzo di pane. Sebbene tali fantasticherie non avessero fondamento nella realtà di Jackie, la prospettiva la spaventava a tal punto da impedirle di prendere la decisione finale di andarsene.

Il panico di una simile solitudine senza fine costituisce il timore che più di ogni altro sento esprimere dalle mie pazienti. Non si tratta della paura di non aver più altre amicizie o conoscenze, ma tale angoscia riguarda specificamente la possibilità di trovare un altro compagno. Molte donne temono, qualora troncassero il loro rapporto misogino, di veder la fine della loro vita romantica e sessuale.

È prevedibile che una donna in preda a un simile terrore sia convinta che l’unica soluzione consista nel trovare un altro uomo per riempire il vuoto e fungere da frangiflutti contro la solitudine. Tutte le vecchie massime che raccomandano di non finire dalla padella alla brace e che questo non è il periodo migliore per pensare a un altro uomo, non riescono a controbattere il terrore che molte donne provano una volta che hanno deciso di troncare un rapporto misogino.

Ho riscontrato lo stesso terrore nel corso del mio lavoro in ospedale presso i tossicodipendenti. Se chiedete a uno di loro che ha deciso di smettere con che cosa pensa di sostituire quello che trovava nella droga, lui si spaventerà all’istante. Dispone soltanto di un repertorio limitato delle cose che lo fanno sentire bene. Comunque, dopo una disintossicazione di sei mesi, avrà a disposizione una serie di scelte che neppure sapeva esistessero in precedenza.

Se siete dipendenti da un compagno misogino, non siete in grado di immaginare la vostra vita dopo averlo lasciato di quanto non lo sia un tossicodipendente che abbia deciso di smettere. È probabile che la soluzione del vostro panico in merito alla solitudine sia rappresentata da un altro uomo. Ma, proprio come la risposta per un tossicodipendente non è un’altra droga, cosi la risposta per voi non è un altro compagno.

La risposta è innanzitutto “ripulirsi”. Sei mesi dopo la fine del rapporto misogino, vi sentirete una persona totalmente diversa. Non solo vi sentirete diversa , ma vedrete la vostra esistenza in un’ottica diversa. Solo quando il rapporto di dipendenza è cessato, le vostre scelte diventeranno chiare.

Dico alle donne di pensare a questo periodo di panico  come “sintomi di recessione” e che il timore di essere senza un compagno è come quello che nutrono i tossicodipendenti di non potersi fare un’altra dose per sentirsi meglio. Questo periodo di sofferenza è una metamorfosi emozionale. Una volta che questa si è completata e la “droga” è uscita dal vostro sistema, sarete più forti e vedrete molte più scelte per voi stesse di quanto riusciate ipotizzarne adesso……

 

Dico, ma se fossi riuscita ad interrompere questo ciclo prima….Non ho avuto ne la forza, ne la volontà per abbandonare un rapporto di dipendenza, ne la comprensione sufficiente. Ora invece ho capito, ora mi arrendo alla dipendenza, lascio andare tutte le paure riguardo il mio futuro, mi affido al mio POTERE SUPERIORE e affronto questa disintossicazione con umiltà e dignità. Devo rifarmi una vita ma senza dipendere più da un soggetto tossico o non appropriato per me, quindi non vado più a instaurare contatti di questo tipo. Devo abbandonare un rapporto di dipendenza, ricostruire la mia dignità, il mio valore, la mia auto-stima. Il mio amore per me stessa contro ogni male possibile immaginabile. E non devo mai dimenticare che Dio, il mio Potere Superiore mi protegge se soltanto esprimo:

“Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, e la saggezza di conoscere la differenza.”

” La tua volontà e non la mia “

 

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