Riconoscere la Dipendenza Affettiva è fondamentale per chicchessia. In prima linea, ogni genitore dovrebbe interrogarsi sulla propria disponibilità affettiva nei confronti dei figli, la quale è assolutamente indispensabile per permettere a loro di crescere in modo sano. Il mestiere del genitore è molto difficile, ma per quelli che hanno intenzione di amarsi in modo sano e responsabile per amare il bambino nella stessa maniera, è fondamentale sapere come fare. E abbiamo tutti dentro un bambino che ha avuto bisogno di amore e attenzioni. Per ognuno, come detto, è importante stare bene, stare bene veramente. Credo che per poter realizzare ciò, bisogna imparare a conoscersi e ad amarsi senza voler dipendere da nessuno, pensando che quello, che non sappiamo fare per noi è responsabilità degli altri. La responsabilità del nostro benessere sta in noi stessi. Buona crescita a tutti!

Categoria: Libri consigliati

Emotional Abuse and Neglect Defined

I am reading this book

Emotional Abuse and Neglect Defined

I had created a podcast here

https://www.podcasts.com/beverly-engel-healing-your-emotional-self/episode/emotional-abuse-and-neglect-defined

But it has been removed unfortunately.

It was about a few minutes and  referring to this argument.

In the book it was a reading in the beginning of chapter 1 about page 20.

I will get back to the book to reading and maybe create a new podcast.

Come smascherare il giudice interiore

Come smascherare il giudice interiore

Sto leggendo uno dei libri di Susan Forward, Money demons (I demoni del denaro)

Smascherare il giudice interiore

Sono arrivata al capitolo 3: Sabotaging your success (I sabotaggi del tuo successo) in cui propone un esercizio che chiama:

Smascherare il giudice interiore.

Bisogna rispondere a tre domande:

 

1 Cosa ho fatto?

 

2 Come ha reagito lui/lei?

 

3 Come mi sono sentito/a?

 

In precedenza la Forward ha spiegato che nell’infanzia vengono creati gli schemi della paura e dei risentimenti e come questi creano il terreno per i futuri comportamenti autodistruttivi negli adulti.

 

Ora ci viene chiesto di richiamare gli eventi della nostra infanzia o adolescenza in cui uno dei nostri genitori ci ha fatto sentire come un/a fallito/a.

 

Ecco qualche esempio:

 

1 Cosa ho fatto?

Sono stata bocciata nel compito di scienza a scuola e l’insegnante ha mandato una lettera a casa, asserendo che non mi sia impegnata ad usare tutto il mio potenziale.

2 Come ha reagito lui/lei?

Non mi ha parlato per due giorni come se l’avessi totalmente disonorato.

3 Come mi sono sentito/a?

Completamente disonorata, mi vergognavo, come un verme, come un completo fallimento.

 

1 Cosa ho fatto?

Mia madre non si era sentita bene e così mi sono impegnata veramente tanto per fare la cena per la prima volta. Avevo solo 9 anni.

2 Come ha reagito lui/lei?

Ha mangiato tutto, ma per tutto il tempo aveva continuato a lamentarsi, quanto fosse insipido, pesante e troppo cotto.

3 Come mi sono sentito/a?

Arrabbiata, delusa e ferita.

 

1 Cosa ho fatto?

Mi era stato offerto un lavoro come animatrice in un campo estivo.

2 Come ha reagito lui/lei?

Mi aveva detto che era la mia decisione, ma che non credesse che fossi capace di gestire un gruppo di bambini piccoli, se non ero nemmeno capace di tenere in ordine la mia camera.

3 Come mi sono sentito/a?

Stupida e senza speranza.

 

Ognuno di noi può trovare le proprie risposte alle domande e scriverle nei commenti!

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Limitare la nostra dipendenza affettiva

Come limitare la nostra dipendenza affettiva.

Solitamente quando hai una dipendenza il primo passo è identificare qual’è la sostanza dalla quale hai sviluppato una dipendenza.

Nel caso dell’amore come sostanza dipendi dall’amore altrui, e con questo molti altri fattori sono implicati.

Ti faccio l’esempio dell’autostima.

Dipendi dall’altro per stimare te stesso/a.

Se questo succede è perché non hai mai sviluppato un autostima incrollabile. Ok, tutti possono avere un crollo dell’autostima, ma chi lo ha sviluppato fin dalla più tenera età, stimolato dall’amore vero e profondo di sua madre o figura di primo attaccamento, non avrà mai un crollo significativo della propria autostima.

Quindi dipendi da tutto ciò che è legato al sentimento dell’amore. Ed è legato un sistema di convinzioni e credenze incredibili.

Se hai ricevuto amore dalla madre o figura di primo attaccamento lo hai sentito, ti sei sentito amato e con ciò formerai il tuo sistema di convinzioni e credenze.

È la tua base nella quale sei cresciuto/a. Da qui inizia il lavoro di costruzione e rafforzamento di quel sistema.

Quindi a seconda delle esperienze seguenti, giornalieri, mensili, annuali, decennali, si sviluppa la tua personalità.

Tornando alla domanda, in quale modo possiamo “limitare” la nostra dipendenza affettiva, ti dico che si può fare molto per “limitarla”.

Alla guarigione completa io non credo. Ma puoi iniziare a interrogarti riguardo a quel sistema del quale parlavo. Il sistema delle convenzioni e delle credenze.

Con un lavoro minuzioso ci si può approcciare ad inoltrarsi in questo viaggio alla scoperta.

Devi scoprire i tuoi valori, in cosa credi, di cosa sei fermamente convinto.

La cosa fondamentale in questo lavoro è ONESTÀ CON SE STESSI.

Senza quella non puoi andare da nessuna parte.

Una volta scoperto tutto ciò, e ti consiglio fortemente di prendere l’abitudine a scrivere, scrivi elenchi lunghissimi che descrivono il tuo sistema, puoi iniziare a passare al lavoro della

CONVERSIONE DELLE FRASI.

Esempio, se hai scritto:
Sono una persona stupida.
Conversione
➡️ Sono una persona intelligente.

L’autostima si costruisce così.

Sei tu il giudice di te stesso, quindi inizia a giudicarti con tanto amore e affetto per te stesso.

Alza così la tua autostima e manda al tappeto tutti i narcisisti.

Non hai bisogno di loro, ne della loro attenzione o della loro approvazione.

Così inizi a dipendere da un tuo sistema di convinzioni e credenze Convertito.

Ecco come puoi “limitare” la tua dipendenza affettiva.

Tutto questo ho imparato in molti anni di studio delle mie problematiche.

Ti posto anche un video importantissimo:

Dipendenza affettiva e come uscirne
https://youtu.be/jqtqDCTfltY

Poi voglio parlarti di un libro per me importantissimo:

Limitare la nostra dipendenza affettiva

Anche lei, Susan Forward, parla del sistema di convinzioni e credenze e dell’importanza di modificare le voci limitanti nella tua vita, proprio nel libro qui sopra.

Buona fortuna e BUON LAVORO!

Non smettere mai di cercare di metterti al primo posto.

Sono triste abbastanza oggi

Mi sento tanto triste. Ho verificato, lui non mi contatta da 3 settimane. L’ultima volta ha fatto uno squillo su WhatsApp verso le 5:30 di mattina. Io non ho avuto nessuna reazione a questa.

Ormai da tempo di notte tengo il telefono in modalità silenzioso, così niente e nessuno mi può disturbare.

Io invece è più o meno un mese che non l’ho più contattato. Penso che non ho più niente da dirgli. Lui non ha niente da dire, tanto non ha mai avuto niente da dire.

Soffro ancora per non esprimere più i miei sentimenti per lui. Vorrei tanto non starci più male, ma oggi proprio non ce la faccio.

Non riesco a voltare pagina e tornare a sorridere. Spero che con il tempo ci riuscirò.

Anche se lo perdono, questo non cambia il fatto che lui non mi ama. Imagino che nelle sue condizioni non è capace di amare nessuno.

Sto male per questo….sono triste abbastanza oggi…. perché lui non è capace di amarmi. Non potrà mai farmi stare bene in un rapporto equilibrato.

Lo desidero, sarà una dipendenza.

Oggi sento la mancanza di quelle emozioni che ho vissuto con lui. Ma scelgo di vivere le giornate senza un contatto.

Lo so, dovrei bloccarlo su Messenger e WhatsApp, i canali che usava per contattarmi. Mi contattava anche con SMS e chiamate normali. Dovrei farli vedere che non voglio più essere disturbata. Invece non mi è ancora indifferente.

Non lo vedo da 11 mesi. Ho visto la auto che usa parcheggiata per caso l’estate passata.

I ricordi sono ancora troppo vivi dentro di me.

Intanto ho fatto un aggiornamento, ora torno alle mie cose. Dovrei stirare un po’ di magliette, vediamo se riesco entro stasera.

Da qualche settimana sto leggendo un libro di Susan Forward, “Emotional Blackmail: When the People in Your Life Use Fear, Obligation and Guilt to Manipulate You.”

https://archive.org/details/EmotionalBlackmail

Sono triste

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

 

Un libro di Sandra L. Brown

Donne che amano psicopatici  è un libro molto consigliato, 310 pagine, scritte da Sandra L. Brown per aiutare le vittime dei psicopatici a comprendere il loro status di rischio particolare e senza precedenti del loro passato, presente e futuro. 

She says:

“I wrote this book to help the psychopath’s victims understand their unique and unprecedented at-risk status—past, present, and future. I hope the book will teach them how to safeguard themselves from other predators and prevent the devastation psychopathy causes. Over 20 years of providing counseling, I have sadly seen hundreds (if not thousands) of lives devastated by varying levels of mixed pathology and psychopathy. This growing global pathology stands as one of the primary public mental health issues facing our world today simply because of the number of victims it will inevitably affect—because that’s what psychopathy ‘does’ “.

Recensione

The material in this book is intended to help women to identify dangerous and potentially dangerous relationships with disordered men. It does just that! As I read this book I saw faces and cases that I investigated during my 30 year law enforcement career. The information in this book is educational and empowering! – –Steve Kardian 30 year law enforcement veteran Women’s safety expert National media consultant, law enforcement and safety

 

Parlare di questo libro, Donne che amano psicopatici, mi emoziona tanto che mi escono le lacrime. Sandra L. Brown lo ha scritto con una comprensione e un amore in una assoluta assenza di giudizio nei confronti delle donne vittime dei psicopatici.

Siccome faccio parte di questo gruppo di donne mi sento particolarmente toccato a parlarne.

Le donne vittime dei psicopatici fanno parte dei dipendenti affettivi, cioè i psicopatici la provocano in questo tipo di donne che viene descritto molto bene in questo libro.

Il psicopatico le sceglie accuratamente proprio perché hanno delle particolarità, che fanno si, che si adattano perfettamente a lui e alle sue richieste.

Nei risultati dei sondaggi effettuati, per esempio, risultavano come tratti caratteriali delle donne cadute vittime di psicopatici:

1. Cooperatività

2. Autodirezionalità

3. Autotrascendenza/Spiritualità

 

Insomma, voglio dire, parlando a queste donne, che c’è un motivo se ci siamo trovati in queste situazioni.

Allora, ognuna con i propri mezzi può iniziare a comprendere la causalità delle proprie esperienze.

Oggi, come dipendente affettiva, cerco di fare quello che posso. Allontanarmi dalle persone e situazioni che riconosco non mi fanno bene.

Leggo molto, imparo a proteggermi, a bastarmi, ad amarmi come meglio posso e a chiudere i contatti con chi è interessato solo ad approfittare delle mie qualità.

Riconosco di essere una donna speciale, con molte qualità, che però non si stima a sufficienza e ha una paura pazzesca di essere rifiutata.

Ho voluto citare questo libro perché negli ultimi mesi mi ha aiutato a stare lontana da lui, uomo narcisista, che ama bere e tirare Cocaina e sesso, il quale mi ha provocato questo dolore, nel quale mi trovo a cercare di uscire faticosamente.

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Non mi perdo nei meandri, continuò a guarire. Ora da una settimana ho iniziato con un nuovo libro, che è importante per me:

I narcisisti perversi e le unioni impossibili, di Enrico Maria Secci.

https://www.amazon.it/dp/8891161403?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

 

Prossimamente ne parlerò in un nuovo articolo.

 

 

Sandra L. Brown è una psicoterapeuta e consulente di coppia americana che da anni lavora con le donne vittime di abusi. Ha fondato l’Institute for Relational Harm Reduction & Public Psychopathy Education. Il suo sito

http://www.saferelationships.com

È autrice di diversi libri e numerosi articoli sulla consapevolezza relazionale femminile.

 

Ama te stessa un libro di Grazia di Leo

Ama te stessa un libro di Grazia di Leo

 

Ama te stessa, un libro di Grazia di Leo

Ama te stessa, un libro di Grazia di Leo

Ti promette amore eterno, ma dopo la fase iniziale della relazione diventa un latitante. Prima parla di matrimonio e figli, poi ti propone di vendere prestazioni sessuali di coppia online. Ti colpevolizza per le emozioni che ti induce a provare………… Ama te stessa, un libro di Grazia di Leo

Incapace di ricevere amore e dare affetto, ti maltratta con la sua freddezza emotiva. Si presenta come un principe azzurro, ma se lo guardi con più attenzione scopri che è grigio.

Ama te stessa, un libro di Grazia di Leo.

È il predatore sociale che fa leva sui tuoi momenti di vulnerabilità per manipolarti.

#amatestessa è un blog-book sull’amore per se stesse, le relazioni pericolose e sul salvarsi da sole; l’ho scritto affinché nessuna ragazza si senta sola né pazza.

Se hai toccato con mano l’oscurità di una relazione malata, questo libro ti dà l’ispirazione per far entrare la luce dalle crepe.

Se invece la tua relazione è sana, questa lettura ti convincerà che esistono esseri umani così e ti servirà per informarti sulle dinamiche delle relazioni pericolose e informare le tue amiche.

Ho scritto quello che avrei voluto sapere a 16 anni per evitare di scivolare nelle grinfie di un ragazzino predatore.

La violenza non arriva all’improvviso. Nessun ragazzo usa violenza psicologica, fisica o uccide al primo appuntamento.

Informarsi e saper riconoscere i comportamenti sospetti comuni di questi soggetti è qualcosa che tutte dovremmo fare.

(L’autrice)

https://www.amazon.it/dp/B07B3BCXKV?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

Ecco, Ama te stessa un libro per chi soffre di dipendenza affettiva.

Quante di noi non si amano a sufficienza e si accontentano di briciole?
Non sapevamo nulla sulle relazioni tossiche finché un giorno non ci siamo trovati in mezzo, e non immaginavamo come uscirne.
La prevenzione è sempre meglio della esperienza terribile che si possa vivere quando non si sapeva a cosa si andava incontro.

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