Riconoscere la Dipendenza Affettiva è fondamentale per chicchessia. In prima linea, ogni genitore dovrebbe interrogarsi sulla propria disponibilità affettiva nei confronti dei figli, la quale è assolutamente indispensabile per permettere a loro di crescere in modo sano. Il mestiere del genitore è molto difficile, ma per quelli che hanno intenzione di amarsi in modo sano e responsabile per amare il bambino nella stessa maniera, è fondamentale sapere come fare. E abbiamo tutti dentro un bambino che ha avuto bisogno di amore e attenzioni. Per ognuno, come detto, è importante stare bene, stare bene veramente. Credo che per poter realizzare ciò, bisogna imparare a conoscersi e ad amarsi senza voler dipendere da nessuno, pensando che quello, che non sappiamo fare per noi è responsabilità degli altri. La responsabilità del nostro benessere sta in noi stessi. Buona crescita a tutti!

Violenza fisica sottile

Violenza fisica sottile

Se penso alla violenza fisica sottile mi vengono in mente ovviamente gli eventi più recenti, ma indagando nel mio passato c’è ne sono troppi per i miei gusti.

Parliamo di violenza fisica sottile…

Quindi l’ultima persona che mi ha leso è stato il mio ultimo ex narcisista (border narci covert).

Un ricordo che ho ben presente è quando lui mi stringesse un capezzolo. Lo sappiamo tutti che è una zona molto delicata e sensibile, e mi chiedo che bisogno c’è di strizzarlo in modo violento, cioè con tutta la forza che un ragazzo giovane (calciatore) può avere. Era alto e magro con una forza potente. Ovviamente i violenti ne hanno più dei delicati che nemmeno si permetterebbero a usare una tale forza fisica sul corpo di un’altra persona.

Rifletto, e mi rendo conto che questo dolore che mi provocava strizzando il mio capezzolo in tal modo, mi intimidiva, ed era violenza fisica sottile. Lui aveva già capito che ero una ragazza timida, anzi una volta mi ha chiamato “timidona”.

Quello che mi è diventato chiaro è che mi intimidiva, non al primo incontro, ma a partire dal secondo.

Quindi presumo che lui si diletta a spaventare le persone. Ne trae rifornimento narcisistico. Ha bisogno di affermare il suo potere per sottomettere e abusare l’innocenza delle persone delicate (timide).

Perché uno può avere un tale bisogno?Perché è narcisista? Sociopatico? Sadico? Si, ho avuto fin troppe prove per poter dire che lui è tutto questo.

Quello che ha fatto traboccare il vaso è stato un ultimo rapporto sessuale. In questo rapporto ho percepito il suo sadismo, mi ha preso in un momento nel quale ero distrutta moralmente e mentalmente dopo una serata passata in casa mia dove gli ho fatto (purtroppo…non lo so) delle domande a lui molto scomode. Ero troppo arrabbiata, si perché lui mi manipolava, io mi rendevo conto si e no, della mia dipendenza affettiva da lui.

Lui essendo narcisista si inca**ò. Ed è partito una sorta di gaslighting. Ovviamente da subito mi punì per la mia prima domanda allontanandosi fisicamente da me. L’ho fatta durante la sua performance sessuale, e come potevo mai permettermi tanto di interrompere la sua concentrazione chiedendogli ‘perché mi aveva bloccato su Facebook’?

La mia seconda domanda è avvenuta poco dopo. Ormai avevo preso il coraggio di fare la prima, e quindi mi veniva facile fare anche la seconda.

In qualche modo avevo anche capito che lui aveva sviluppato una sorta di dipendenza da me. (Una cosa che succede anche agli psicopatici, ma forse il termine più giusto è ossessione.) Si, i narcisisti sono ossessionati dalle loro vittime.

La stessa cosa accade ai dipendenti affettivi. I dipendenti affettivi sono ossessionati dal loro carnefice. Cioè, il narcisista deve abusare del dipendente affettivo, e il dipendente affettivo deve sottomettersi al narcisista. Sono ambedue delle persone ossessionate, ognuno dalla propria perversione/dipendenza.

Ora sorgono delle domande:

  • Perché il dipendente affettivo ha bisogno di essere abusato da un narcisista?
  •  Perché il narcisista ha bisogno di abusare di un dipendente affettivo?

Intanto vi lascio con queste belle riflessioni….

Ah, dimenticavo….

La seconda domanda che gli avevo fatto:

‘Quante volte ti fai la cocaina?’

 

La violenza fisica del narcisista:

 

Il libro può essere letto liberamente su:

https://archive.org/details/r3381055_mvrht_123/mode/2up?q=Autostima

 

 

Chi è speciale per il narcisista?

 

Chi è speciale per il narcisista

Chi è speciale per il narcisista?

Nessuno.

Lui è speciale, gli altri non lo saranno mai per lui. ­

Dubito che le persone del suo passato possano essere speciali per lui, l’unica persona speciale sarà quella attuale nella fase della preconquista, ma nemmeno quella, perché anche quella è solo un mezzo per il suo fine: cambiare di nuovo persona.

Semplicemente non posso immaginare che ci sia una a nutrirlo a lungo, anche se so perfettamente che succede. Ci sono tante donne dipendenti dal loro narcisista e non sanno come uscire da quel sogno/incubo.

Chi è speciale per il narcisista….

Io stessa lo sono stata finché qualcuno (il mio ultimo, e non lo vedo da 14 mesi, e l’ho bloccato solo varie settimane fa) mi ha talmente ferita che ho avuto paura di me stessa e della mia dipendenza affettiva nei suoi confronti, ma anche nei confronti di possibili partner futuri.

Da 14 mesi mi sono completamente isolata dagli uomini, isolata un po’ in generale dalle relazioni. Ho lasciato esistere solo pochi contatti umani con quelle donne che veramente meritano.

Ecco, ho iniziato una disintossicazione 14 mesi fa. Addirittura ho smesso di tingermi i capelli e sto permettendo ai miei capelli di crescere e mostrarsi nella loro natura, a 42 anni ca. 60–70% bianchi.

Tutto questo dopo il mio passaggio dalla colorazione chimica al Hennè ca. 6 anni fa. Quello che mi ha causato il desiderio di passare al Hennè è stata il risultato di varie cose:

  • La nr 1: la morte della mia cagnolina: è stata una profonda sofferenza e allora sono andata dai cinesi e ho fatto fare il taglio a 0. L’ho fatto per poter fare il passaggio da colore chimico a Hennè.
  • La nr 2: Avevo frequentato il primo anno della scuola dei Parrucchieri. La direttrice era una narcisista.

Chi è speciale per il narcisista….

Sono arrivata a non sopportarla più e ho lasciato la scuola. Pensavo anche che alla mia età, avevo 36 anni, sarebbe stato troppo tardi per poter riuscire veramente a fare quel lavoro che avrei desiderato fare dopo che uscivo dalla scuola, ma mio padre non voleva.

Da empatica ho sempre capito perfettamente cosa i miei volevano da me, e ciò facevo. E mio padre voleva che diventassi un infermiera.

Ecco, lo sono diventata, ma nel periodo dal 2004 al 2008 sono arrivata al capolinea, e ho deciso che non fosse il lavoro che avrei potuto continuare a fare.

Nel 2004 avevo incontrato un narcisista maligno come capo del personale in ospedale e mi ha rovinata con un mobbing molto pesante. Avevo solo 27 anni.

https://youtu.be/B08RwNfddsY

https://youtu.be/B08RwNfddsY

Cosa mi ha reso depressa?

 

Cosa mi ha reso depressa?

Cosa mi ha reso depressa?

Intanto leggere questa domanda mi sta facendo piangere 😢

È un ottima domanda, infatti ero in ricerca di una buona domanda, ma questa lo è anche troppo.

Essermi innamorata della persona sbagliata.

Come si può rimediare? Ci sto provando. Un giorno alla volta ad affrontare la mia realtà, la mia vita senza lui ovviamente. Con lui ho passato un anno e mezzo particolare. Ho provato emozioni troppo belle, da quando ero uscita da una convivenza di 11 anni (devastante anche quella, e si capisce per come è finita).

Cosa mi ha reso depressa?

Quando esci da una relazione che per te ha significato un amore grande (che ti fossi illuso o meno non conta), è difficile andare avanti. Poi se ti innamori inaspettatamente di nuovo, anche se sei ancora afflitta dopo la separazione dall’amore precedente, prendi la decisione di amare questa nuova persona, vai avanti nonostante le difficoltà. Tanto non puoi fare nulla, ami questa persona, non puoi controllare i tuoi sentimenti. Poi, inaspettatamente questa persona ti mette in difficoltà. Ti rendi conto che ti abusa, che vuole i tuoi soldi. Le richieste si ripetono. Ti rendi conto che c’è qualcosa che non va, perché quella persona non ti ha mai voluto veramente, ma ora ti cerca per soldi. Allora crolla tutto il tuo mondo. Lotti per prenderti cura di te. Ancora non riesci a fare i passi giusti. Hai ancora contatto con quella persona. C’è un ultimo appuntamento con quella persona che diventano ore di orrore. Lo capisci dopo. Quando se n’è andato e rimani indietro ferita emotivamente, spaventata da quello che hai visto è stato il suo comportamento, addirittura ha urlato nel sonno, ti sei sentita come in un istituto psichiatrico con lui in casa tua. Rimani indietro ferita fisicamente perché lui sta volta è stato abbastanza crudo, senza rendersi conto (ma non sono sicuro di questo), che ti stava facendo male. Non si è reso conto del suo comportamento. Quello che ho sentito era che avesse sfogato la sua rabbia, quella che aveva contro di me.

Tempo fa mi aveva detto che forse era legato a me perché lo facevo arrabbiare. Cosa significa, non l’ho mai capito.

Cosa ti ha resa depressa?

È un anno e due mesi, 14 mesi da quando non lo vedo più. Ancora questi traumi non gli ho dimenticati. Non gli dimenticherò mai. Ma ho buone speranze che andrà meglio piano piano.

 

La mia esperienza di recupero in Slaa

La mia esperienza di recupero in SlaaEcco la mia esperienza di recupero in SLAA. Si tratta di una testimonianza scritta nel  2012.

La mia esperienza di recupero in Slaa

Mi chiamo D. e sono una dipendente dal sesso e dall’amore, da fantasie e anoressica.

Provengo da una famiglia nella quale non mi ero mai sentita amata da mia madre, e mi mancava un supporto emotivo da parte di mio padre.

Il medicare del mio dolore essistentiale è iniziato all’incirca a 11 anni con la masturbazione.

Poi seguiva con la ricerca di storie romantiche nelle quali cercavo di ricevere attenzione. A seguire contatti sessuali con ragazzi più grandi di me all’età di 15 anni. Cercavo di ricevere attenzione da questi ragazzi usando la mia gentilezza e compiacenza.

Dopo tante relazioni mi sono trovata in quella che mi ha portata nel recupero. Dopo i primi mesi insieme avevo realizzato che, non solo avevo iniziato una relazione con un ex-tossicodipendente ma con un alcolista e volevo chiudere la relazione. Ho cercato di chiudere la relazione tantissime volte ma senza mai riuscirci.

Avevo sentito parlare in TV di donne che amano troppo e ho acquistato il libro che era stato presentato. Con tanta identificazione ho iniziato a leggere il libro “Donne che amano troppo”. I suggerimenti di questo libro mi hanno portato in Codipendenti anonimi. Ho iniziato a frequentare inoltre riunioni di Al-anon, Mangiatori compulsivi, Figli Adulti di Alcolisti o Famiglie disfunzionali, ma tutte queste fratellanze non mi aiutavano a sentirmi veramente meglio.

Chiaramente ero ancora nella mia relazione, che era stata chiusa cosi tante volte, e nella quale cosi tante volte immediamente ero tornata con lui.

In questa esperienza di recupero in SLAA descriverò come nel aprile 2005 sono arrivata in SLAA, e in questa fratellanza per la prima volta ho iniziato a lavorare con una sponsor. Dopo diversi mesi la mia sponsor mi ha lasciata. Avevo avuto sucesso in SLAA, ero stata capace di chiudere la mia relazione senza tornare indietro o iniziando una nuova relazione per tre mesi.

Anche se la mia sponsor mi aveva detto che non ero pronta per una nuova relazione, dopo tre mesi di ritiro da contatti sessuali ho iniziato una nuova relazione che dura fino ad oggi ma e segnata da molto dolore emozionale. Dopo un’ anno sono arrivata a vivere con lui nel appartamento che aveva affittato lasciando il mio bel appartamento. L’ ho spinto ad essere daccordo con me, affinché potevo vivere con lui. Siccome lui non aveva voluto venire a vivere con me, ho dovuto convincerlo con una lunga lista di comportamenti codipendenti di controllo. Ho smesso di lavorare e mi sono isolata sempre di più dalla mia famiglia e da amici concentrandomi sul mio dolore emozionale e la relazione. Il tutto continuava fino a settembre 2011, quando sono arrivata in SLAAHOW, dopo che avevo interotto il mio recupero in SLAA per un paio di anni.

Ho iniziato a frequentare SLAAHOW meetings su skype in lingua inglese sentendomi a casa da subito. Avevo notato che c’era bisogno di servitori, è cosi mi era stato data la password, ed avevo iniziato ad aprire le riunioni quando qualcun’ altro non lo poteva fare. Fin dal inizio ho notato un buon recupero nelle riunioni, e con il desiderio di ricevere quello che altri avevano ricevuto, ho iniziato a lavorare con una sponsor. All’ inizio chiaramente era difficile a capire e a parlare la lingua inglese, ma spinto dalla disperazione partecipavo e condividevo senza preoccuparmi della lingua. Presto ho iniziato anche a condurre riunioni su skype. La mia volontà di essere un servitore veniva dal mio bisogno di avere queste meravigliose riunioni, e mi sentivo cosi bene di essere parte della fratellanza, e di essere cosi attiva come lo avevo osservato in altri membri, che sono stati grandi esempi per me.

La mia esperienza di recupero in Slaa conferma che ho preso due servizi diversi, aprendo le riunioni su skype settimanalmente il mercoledì, e conducendo le riunioni di venerdi. Per poter aiutare la fratellanza di SLAA in Italia ho creato su skype l’ account di SLAA.ITALIA per fare riunioni anche in italiano, e ho iniziato a lavorare con altri uomini in SLAA, ma visto che l’ho trovato molto difficile ad avere dei limiti sani lavorando con loro, avevo smesso di fare servizio nel gruppo italiano. Avevo bisogno di concentrarmi di più sul mio recupero, e questo significava condividere con donne, invece di tornare sul mio bisogno di prendere responsabilità per uomini. Sto guidando la mia seconda sponsorizzata attraverso i primi tre passi in SLAAHOW e anche questo servizio mi da molto. Attualmente sto lavorando sul mio 4′ passo. Grata per questa opportunità di lavorare sul mio recupero, e in servizio per la fratellanza, mi fermo qui.

Inedito del 2012

https://slaahowroma.blogspot.com/p/slaa-skype-in-italiano.html?m=1

https://slaafws.org/italian

https://dipendenzaaffettiva.altervista.org/la-mia-esperienza-di-recupero-in-slaa/

Ecco chi è il Narcisista


Ecco chi è il Narcisista.

Ecco chi è il narcisista

Ecco chi è il narcisista.

Odia essere ignorato, non essere messo al primo posto, non essere adulato. Se non riceve le attenzioni… Ma poi le cerca da un altra parte. Io penso, più che odio prova indifferenza, già che non ama. Se non puoi amare , non puoi nemmeno odiare. Chiaramente lui/lei non sa amare.

Comunque, sicuramente odia a perdere il controllo sugli altri, odia essere controllato dagli altri. Non lo permette proprio, non si fa controllare, fa assolutamente solo quello che interessa a lui/lei.

 

….domenica 10 novembre 2019…

 

Infatti, tutte le volte che non mi sono fatta controllare da lui, si incaxxava e iniziava il trattamento del silenzio. Ecco chi è il Narcisista.

Era la sua sfida di riuscire a controllarmi, per potersi sentire importante, un dio. All’inizio è stata dura per lui è facile per me a non essere controllata.

 

Il cambiamento

Purtroppo poi è cambiato tutto. Sicuramente io ero in un periodo di grande vulnerabilità a causa della mia solitudine affettiva. O forse, in verità ero diventata più vulnerabile a causa del lungo tempo, che ero ormai innamorata e ossessionata da lui. In verità la mia lotta interna, la mia sofferenza per non poterlo avere per me mi stava distruggendo.

 

Rapporti non protetti 

Per un enesima volta un anno fa in questo periodo ho avuto di nuovo rapporti non protetti con lui. Ed è successo a causa del love bombing al quale ero sottoposta.

Mai prima, qualche uomo ha capito tanto come lui rendermi non felice, ma estatica.

Quella mattina mi ha chiesto di suonare la chitarra per lui, non una canzone, tante.

Tutto questo è quello che non ho mai vissuto ne con mia madre ne con mio padre.

Quanto avrei desiderato queste attenzioni da mio padre quando ero piccola, ma mio padre non aveva bisogno di fare love bombing con me.

(Non sono stata una bambina amata. E questi sono i risultati.)

Quando ho finito di suonare per lui, forse 30 min (perché non ero molto abituata a suonare e cantare davanti a qualcuno) mi ha dato un giusto feedback. Diceva: “la chitarra la devi migliorare, la voce va bene”.

Quanto avrei voluto queste attenzioni da mio padre, ma anche da mia madre. Non c’è mai stata un cosa del genere con i miei.

 

Love bombing, ecco chi è il narcisista

Questo è stato love bombing e mi ha portato ad avere i rapporti non protetti. Mi ero sentita così amata. È una cosa incredibile.

Tutto questo per dire che è capace di amare, di dare attenzioni, ed è questo il love bombing, ma non dura, non durano le attenzioni, non ama integralmente. Applica amore per compiacere, per manipolare, ed io assetata da questo non potevo che crollare ai suoi piedi. Ecco chi è il Narcisista.

È questo che crea la dipendenza affettiva, prima ti danno e poi te lo tolgano.

 

Ecco chi è il narcisista, somministrano a piccole dosi 

Somministrano a dosi che decidono loro quando è il momento. Tanto devono somministrare solo un po’ giusto per avere quello che gli serve in cambio, che da la dipendente/il dipendente per riconoscenza, già che si trova in uno stato di estasi a causa del love bombing.

 

Ecco chi è il narcisista, un avido ed arrido approfittatore.

Non si sa relazionare all’interno di un rapporto equilibrato e stabile. Non è una persona felice, anzi ha troppi problemi con se stesso per poter essere presente in una relazione.

In poche parole è una persona disturbata profondamente. Ed è per questo che bisogna riconoscere prima possibile quando ci si trova con un narcisista. Sia in amore che in amicizia o al lavoro. Il problema è che queste persone ti svuotano di ogni buon sentimento, favori, soldi, etc. Non ti corrispondono il giusto. Si forma un disequilibrio tra il loro dare e il tuo dare. Loro non danno per riconoscenza ma più per mantenere il rapporto, e danno in misura assai meno di quanto tu gli offri sul piatto d’argento.

È questa la guerra del dipendente affettivo. Deve dare tanto perché sente che l’altro ha più valore di lui. Bisogna lavorare su questo, cari dipendenti, sul proprio valore. Noi valiamo, tanto quanto gli altri. Basta sentirsi inferiori, immeritevoli.

 

Dobbiamo imparare a darci valore.

Se tutto questo si è creato, è perché c’è un senso di colpa. Ci sentiamo in colpa per non avere ricevuto dai nostri genitori. Ci siamo accusati di essere colpevoli. Sarebbe stato più giusto ammettere la nostra vulnerabilità e impotenza nei confronti dei nostri genitori, renderci conto che non possiamo cambiare la situazione, tanto meno loro. Non c’era bisogno di punirci.

Questo è stato una reazione egocentrica del bambino, un tentativo per acquistare potere attraverso il vittimismo.

Abbiamo fatto tutto per evitare di soffrire, non potevamo essere presenti a questo grande dolore che ci hanno inflitto quando eravamo piccoli, innocenti, bisognosi di protezione.

Dobbiamo levarci di dosso la colpa. La colpa è di loro, non siamo responsabili del loro comportamento, soltanto del nostro. È meritavamo anche di meglio, ma siamo stati sfortunati. Quanti sfortunati ci sono in questo mondo. Rifletteteci, è una marea…. Basta pensare ai paesi come la Siria…. È sto zitta un po’…

Alla fine nella nostra sfortuna c’è sempre un modo per cercare di costruire la nostra fortuna.

Certo è difficile, è impegnativo ma è doveroso.

Tutti meritiamo la felicità!!

 

La felicità inizia dai nostri pensieri. 

Cosa sono i pensieri negativi? Perché li abbiamo?

 

I pensieri negativi hanno come base la negatività. Quindi ci pone il compito di trovare la definizione e l’identificazione.

Li abbiamo perché vengono creati dalla rabbia, reazione che abbiamo dopo una delusione.

Ci arrabbiamo quando le cose non vanno secondo i nostri piani. È una reazione di base infantile.

La rabbia può essere:

  • repressa, autoinflitta.
  • espressa, esternata.

La rabbia autoinflitta si esprime internamente attraverso un dialogo interno composto da questi pensieri negativi. Pensieri negativi altro non sono che rabbia repressa.

 

Quali sono le conseguenze dei pensieri negativi incontrollati? 

Depressione…..

La tua depressione la puoi controllare se inizi ad osservare i tuoi pensieri, e soprattutto se inizi a esprimere la tua rabbia repressa.

Esprimerla non è così difficile. Inizia con il movimento. Passeggiare…. Correre….calci in aria…. Pugni in aria. Potrei continuare con esempi a lungo.

Va bene qualsiasi movimento del tuo corpo ti aiuterà a rilasciare la rabbia gradualmente.

 

Roberto Ruga – Il narcisista manipolatore

https://youtu.be/P42bfB-VjJo

https://youtu.be/P42bfB-VjJo

 


 

Ho voglia di alleggerire il cuore

Ho voglia di alleggerire il cuore

Ho voglia di alleggerire il cuore. 

Si, ne ho bisogno.

Stavo riflettendo…

Qual’è stato il risultato della relazione con il mio ex narcisista?

È stato che non voglio più una relazione. Ho perso completamente la fiducia negli uomini.

Poi ho scoperto che sono sempre stata attratta dagli uomini sbagliati, insomma dagli narcisisti, e non li riconoscevo mai in tempo. O forse semplicemente me ne innamoravo. Non sapevo rinunciare a loro.

Ecco in questo anno di tempo che non l’ho più visto, ho vissuto ritirato. Ho iniziato percorsi di terapie varie per alcuni mesi, ma poi riconoscevo che non mi portavano dove volevo, cioè stare meglio.

Così ho smesso con Slaahow, anche perché lì ho riincontrato all’interno delle riunioni donne narcisiste, con le quali non mi sono trovata bene.

Con il mio psicoterapeuta stavo bene, ma dopo 4-5 mesi ho chiuso, un po’ per risparmiare soldi e un po’ perché stanca che devo pagare per avere contatti, un po’ perché vedevo che non c’era progresso.

Così ho preso in mano il problema da sola. Tanto dalla depressione posso solo uscire se veramente lo desidero e poi niente.

Mi sono trovata un lavoro part time.

Quello che non è cambiato è il fatto che non voglio incontrare uomini né persone in generale.

Ma è anche perché forse sto bene da sola con le mie attività. Mi piace passare il tempo a modo mio.

Niente quello che volevo dire è che quello che mi ha distrutto è il fatto che lui si era messo a cercare soldi da me, ma solo dopo un anno e qualche mese di conoscenza.

È stato quello il problema vero che ha fatto scoppiare tutto.

Il fatto che ha iniziato a fare queste richieste, probabilmente è a causa di problemi di tossicodipendenza. La certezza non c’è l’ho ma è molto probabile.

Dipendenza da Cocaina. Chiaramente droga come cocaina e alcol distruggono le reazioni ad un certo punto. E così è successo.

È finito molto male. E ho voglia di alleggerire il cuore….

Ora niente. So che dopo ogni giorno che passa mi allontanò da quella situazione del passato, e lentamente il mio corpo e la mia psiche rilascia il trauma. È la fase della disintossicazione ed è un tempo indefinito, ma con il tempo e con l’impegno nel recupero le cose piano piano cambiano.

Niente, tutto qui. Potevo prendere anche il mio diario e scrivere lì, invece ho scritto su questo sito. Per me è la stessa cosa. Sempre mi alleggerisco, rilasciando le mie emozioni e i miei pensieri.

Per il resto è tutto apposto. Buon proseguimento!

 

A proposito dei tirchi

A proposito dei tirchi

A proposito dei tirchi.

 

A proposito dei tirchi…Mi hai fatto venire in mente che il mio penultimo ex, con il quale ho convissuto 11 anni, aveva smesso di farmi regali per il compleanno e pure di farmi gli auguri.

Il primo compleanno mio insieme è stato traumatico. Praticamente ha iniziato a dirmi un sacco di bugie, ed io lo sentivo che mi mentiva, e quindi iniziavamo a discutere.

Probabilmente l’ho anche rimosso per quanto mi ha traumatizzato. In pratica mi ha regalato una mountain-bike per il mio primo compleanno insieme. Me la fatta trovare nella camera da letto.

Comunque ne aveva comprate due, un altra anche per lui. Non ricordo quali bugie aveva fabbricate. So solo che io con le bugie ho dei grossi problemi, qualsiasi siano, per qualsiasi motivo, mi mandano in panico.

A proposito dei tirchi… Ricordo solo il panico che provai.

Infatti sta storia mi ha fatto sentire spesso il panico fin dall’inizio per le cose faceva. Ma io passavo su tutto. Non so come facevo. Si vede che ero talmente bisognosa di lui, dipendente e innamorata, che poi innamorata di cosa?

Anche il sesso era iniziato in maniera traumatica.

Ma si vede che poi mi ci abituavo a vivere in questo stato con lui. Sono passati 2 anni e mezzo da quando ho dovuto andarmene da casa perché, sempre con le mezze bugie mi diceva di andare dai miei per un mese, voleva stare solo per un mese…. Ma quanto è malato.

Con la sua freddezza mi ha costretto ad abbandonare la casa. Poi poche settimane dopo è venuto fuori l’altra…ed è riuscito a dirmi che ora lei viveva con lui. Che storia di merda…..

A proposito dei tirchi

12 anni sono stata con lui. 12 anni per rovinarmi, distruggermi. Lo odio profondamente.

Per colpa di questa storia di merda ho smesso di festeggiare compleanni, quasi non faccio nemmeno più gli auguri…perché lui mi ha abituato così….

Non so più come chiamarlo. Mi ha abusato in tutti modi. Io lo stesso in tutti quei anni ho sviluppato una forte intolleranza nei suoi confronti e spesso lo rifiutavo.

Eravamo dipendenti uno dall’altro credo. Io non riuscivo a stare senza di lui e lui nemmeno, aveva bisogno di usarmi ancora.

Forse si, lo usato anche io, per non dover affrontare la mia solitudine. Penso che succede così coi narcisisti. Loro ci usano ma anche noi dipendenti affettivi li usiamo.

Come detto, io avevo bisogno di lui per non affrontare la paura di essere sola. E se ci penso, quante persone stanno insieme perché hanno paura di affrontare quella solitudine che si può sperimentare quando non si ha un partner sessuale.

A proposito dei tirchi

Io per 25 anni sono andata avanti così con il sesso e le relazioni, e a seconda delle situazioni duravano più o meno, relazioni da una sola notte fino alla relazione di 12 anni.

Un esperienza seguiva la prossima. Chiodo schiaccia chiodo per 25 anni. Dai 15 anni ai 42.

Ora invece da un anno non ho più nessuno tipo di relazione, nemmeno una notte e via.

E tutto per mia scelta. Chiaramente quello che ho vissuto con l’ultimo narcisista è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso….

A proposito dei tirchi

Che articolo… Ma ci voleva. Mi sono liberata di qualcosa di importante, che poi non è nemmeno facile a pensarci, figurati a scriverlo.

Un abbraccio a tutti voi, vittime come me, di un bisogno che ci accomuna tutti: il bisogno di attenzione!!!!

Massimo Taramasco

Non ELEMOSINARE mai le sue attenzioni

https://youtu.be/tqCaTftMA-E

Dico vittima, perché purtroppo penso ancora al mio ultimo partner, non sono ancora fuori dalla dipendenza, altrimenti non ci pensavo più tanto, e nemmeno sarei andata a vedere le sue foto pubbliche su Facebook stasera, e nemmeno andrei a controllare ancora se è online su WhatsApp.

Si, perché forse sono 2 mesi che mi ha sbloccato su Facebook….

Mi fa sentire meglio, così sento meno il suo odio su di me e gli sono grata, era da molto che avrei voluto essere sbloccata.

Comunque non lo vedo da un anno e non ci scriviamo più da ottobre ca.

Io non gli scrivo più, non ho più motivo.

E poi lui avrà capito che non riesce più a coinvolgermi.

Poi non ha mai avuto tanta voglia di impegnarsi. Avrà trovato altre vittime più facili….. Buona notte a tutti, spero che potrò dormire serena 😘 

Limitare la nostra dipendenza affettiva

Come limitare la nostra dipendenza affettiva.

Solitamente quando hai una dipendenza il primo passo è identificare qual’è la sostanza dalla quale hai sviluppato una dipendenza.

Nel caso dell’amore come sostanza dipendi dall’amore altrui, e con questo molti altri fattori sono implicati.

Ti faccio l’esempio dell’autostima.

Dipendi dall’altro per stimare te stesso/a.

Se questo succede è perché non hai mai sviluppato un autostima incrollabile. Ok, tutti possono avere un crollo dell’autostima, ma chi lo ha sviluppato fin dalla più tenera età, stimolato dall’amore vero e profondo di sua madre o figura di primo attaccamento, non avrà mai un crollo significativo della propria autostima.

Quindi dipendi da tutto ciò che è legato al sentimento dell’amore. Ed è legato un sistema di convinzioni e credenze incredibili.

Se hai ricevuto amore dalla madre o figura di primo attaccamento lo hai sentito, ti sei sentito amato e con ciò formerai il tuo sistema di convinzioni e credenze.

È la tua base nella quale sei cresciuto/a. Da qui inizia il lavoro di costruzione e rafforzamento di quel sistema.

Quindi a seconda delle esperienze seguenti, giornalieri, mensili, annuali, decennali, si sviluppa la tua personalità.

Tornando alla domanda, in quale modo possiamo “limitare” la nostra dipendenza affettiva, ti dico che si può fare molto per “limitarla”.

Alla guarigione completa io non credo. Ma puoi iniziare a interrogarti riguardo a quel sistema del quale parlavo. Il sistema delle convenzioni e delle credenze.

Con un lavoro minuzioso ci si può approcciare ad inoltrarsi in questo viaggio alla scoperta.

Devi scoprire i tuoi valori, in cosa credi, di cosa sei fermamente convinto.

La cosa fondamentale in questo lavoro è ONESTÀ CON SE STESSI.

Senza quella non puoi andare da nessuna parte.

Una volta scoperto tutto ciò, e ti consiglio fortemente di prendere l’abitudine a scrivere, scrivi elenchi lunghissimi che descrivono il tuo sistema, puoi iniziare a passare al lavoro della

CONVERSIONE DELLE FRASI.

Esempio, se hai scritto:
Sono una persona stupida.
Conversione
➡️ Sono una persona intelligente.

L’autostima si costruisce così.

Sei tu il giudice di te stesso, quindi inizia a giudicarti con tanto amore e affetto per te stesso.

Alza così la tua autostima e manda al tappeto tutti i narcisisti.

Non hai bisogno di loro, ne della loro attenzione o della loro approvazione.

Così inizi a dipendere da un tuo sistema di convinzioni e credenze Convertito.

Ecco come puoi “limitare” la tua dipendenza affettiva.

Tutto questo ho imparato in molti anni di studio delle mie problematiche.

Ti posto anche un video importantissimo:

Dipendenza affettiva e come uscirne
https://youtu.be/jqtqDCTfltY

Poi voglio parlarti di un libro per me importantissimo:

Limitare la nostra dipendenza affettiva

Anche lei, Susan Forward, parla del sistema di convinzioni e credenze e dell’importanza di modificare le voci limitanti nella tua vita, proprio nel libro qui sopra.

Buona fortuna e BUON LAVORO!

Non smettere mai di cercare di metterti al primo posto.

Sono triste abbastanza oggi

Mi sento tanto triste. Ho verificato, lui non mi contatta da 3 settimane. L’ultima volta ha fatto uno squillo su WhatsApp verso le 5:30 di mattina. Io non ho avuto nessuna reazione a questa.

Ormai da tempo di notte tengo il telefono in modalità silenzioso, così niente e nessuno mi può disturbare.

Io invece è più o meno un mese che non l’ho più contattato. Penso che non ho più niente da dirgli. Lui non ha niente da dire, tanto non ha mai avuto niente da dire.

Soffro ancora per non esprimere più i miei sentimenti per lui. Vorrei tanto non starci più male, ma oggi proprio non ce la faccio.

Non riesco a voltare pagina e tornare a sorridere. Spero che con il tempo ci riuscirò.

Anche se lo perdono, questo non cambia il fatto che lui non mi ama. Imagino che nelle sue condizioni non è capace di amare nessuno.

Sto male per questo….sono triste abbastanza oggi…. perché lui non è capace di amarmi. Non potrà mai farmi stare bene in un rapporto equilibrato.

Lo desidero, sarà una dipendenza.

Oggi sento la mancanza di quelle emozioni che ho vissuto con lui. Ma scelgo di vivere le giornate senza un contatto.

Lo so, dovrei bloccarlo su Messenger e WhatsApp, i canali che usava per contattarmi. Mi contattava anche con SMS e chiamate normali. Dovrei farli vedere che non voglio più essere disturbata. Invece non mi è ancora indifferente.

Non lo vedo da 11 mesi. Ho visto la auto che usa parcheggiata per caso l’estate passata.

I ricordi sono ancora troppo vivi dentro di me.

Intanto ho fatto un aggiornamento, ora torno alle mie cose. Dovrei stirare un po’ di magliette, vediamo se riesco entro stasera.

Da qualche settimana sto leggendo un libro di Susan Forward, “Emotional Blackmail: When the People in Your Life Use Fear, Obligation and Guilt to Manipulate You.”

https://archive.org/details/EmotionalBlackmail

Sono triste

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

Donne che amano psicopatici

 

Un libro di Sandra L. Brown

Donne che amano psicopatici  è un libro molto consigliato, 310 pagine, scritte da Sandra L. Brown per aiutare le vittime dei psicopatici a comprendere il loro status di rischio particolare e senza precedenti del loro passato, presente e futuro. 

She says:

“I wrote this book to help the psychopath’s victims understand their unique and unprecedented at-risk status—past, present, and future. I hope the book will teach them how to safeguard themselves from other predators and prevent the devastation psychopathy causes. Over 20 years of providing counseling, I have sadly seen hundreds (if not thousands) of lives devastated by varying levels of mixed pathology and psychopathy. This growing global pathology stands as one of the primary public mental health issues facing our world today simply because of the number of victims it will inevitably affect—because that’s what psychopathy ‘does’ “.

Recensione

The material in this book is intended to help women to identify dangerous and potentially dangerous relationships with disordered men. It does just that! As I read this book I saw faces and cases that I investigated during my 30 year law enforcement career. The information in this book is educational and empowering! – –Steve Kardian 30 year law enforcement veteran Women’s safety expert National media consultant, law enforcement and safety

 

Parlare di questo libro, Donne che amano psicopatici, mi emoziona tanto che mi escono le lacrime. Sandra L. Brown lo ha scritto con una comprensione e un amore in una assoluta assenza di giudizio nei confronti delle donne vittime dei psicopatici.

Siccome faccio parte di questo gruppo di donne mi sento particolarmente toccato a parlarne.

Le donne vittime dei psicopatici fanno parte dei dipendenti affettivi, cioè i psicopatici la provocano in questo tipo di donne che viene descritto molto bene in questo libro.

Il psicopatico le sceglie accuratamente proprio perché hanno delle particolarità, che fanno si, che si adattano perfettamente a lui e alle sue richieste.

Nei risultati dei sondaggi effettuati, per esempio, risultavano come tratti caratteriali delle donne cadute vittime di psicopatici:

1. Cooperatività

2. Autodirezionalità

3. Autotrascendenza/Spiritualità

 

Insomma, voglio dire, parlando a queste donne, che c’è un motivo se ci siamo trovati in queste situazioni.

Allora, ognuna con i propri mezzi può iniziare a comprendere la causalità delle proprie esperienze.

Oggi, come dipendente affettiva, cerco di fare quello che posso. Allontanarmi dalle persone e situazioni che riconosco non mi fanno bene.

Leggo molto, imparo a proteggermi, a bastarmi, ad amarmi come meglio posso e a chiudere i contatti con chi è interessato solo ad approfittare delle mie qualità.

Riconosco di essere una donna speciale, con molte qualità, che però non si stima a sufficienza e ha una paura pazzesca di essere rifiutata.

Ho voluto citare questo libro perché negli ultimi mesi mi ha aiutato a stare lontana da lui, uomo narcisista, che ama bere e tirare Cocaina e sesso, il quale mi ha provocato questo dolore, nel quale mi trovo a cercare di uscire faticosamente.

https://www.amazon.it/dp/0984172807?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

Non mi perdo nei meandri, continuò a guarire. Ora da una settimana ho iniziato con un nuovo libro, che è importante per me:

I narcisisti perversi e le unioni impossibili, di Enrico Maria Secci.

https://www.amazon.it/dp/8891161403?tag=gz-blog-21&linkCode=osi&th=1&psc=1&ascsubtag=0-f-n-av_dipendenzaaffettiva

 

Prossimamente ne parlerò in un nuovo articolo.

 

 

Sandra L. Brown è una psicoterapeuta e consulente di coppia americana che da anni lavora con le donne vittime di abusi. Ha fondato l’Institute for Relational Harm Reduction & Public Psychopathy Education. Il suo sito

http://www.saferelationships.com

È autrice di diversi libri e numerosi articoli sulla consapevolezza relazionale femminile.

 

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